Report della Conferenza annuale SIOG, Milano 17|19 Novembre 2016

a cura della dott.ssa Silvana Leo

I lavori della Conferenza Annuale della Società Internazionale di Oncologia Geriatrica (SIOG) svoltasi a Milano nel mese di novembre 2016 hanno visto avvicendarsi numerose interessanti relazioni nel campo delle specialità coinvolte nella gestione del paziente oncologico anziano, in pieno spirito con iltitolo della conferenza: “Oncologia Geriatrica: un approccio multidisciplinare nell’ambiente globale.”

Giovedì 17 novembre Ponnandai Somasundar è intervenuto sugli aggiornamenti in chirurgia, partendo dalla recente pubblicazione di una survey promossoa dalla task force chirurgica della SIOG inerente l’atteggiamento dei chirurghi nei confronti della valutazione e della gestione del paziente oncologico anziano. Tale survey ha messo in luce che solo il 6.4% dei chirurghi utilizzano la valutazione geriatrica multidimensionale (VGM) nella pratica quotidiana, mentre il 71% è familiare con il concetto di pre-habilitation. Il Dott. Somasundar ha quindi parlato della chirurgia mini-invasiva come approccio ottimale al paziente anziano in grado di migliorarne gli outcome e ridurne le complicanze. Stefania Maggi ha quindi parlato del concetto di fragilità come stato reversibile e ha evidenziato il ruolo della VGM nella sua identificazione. Stefania Maggi ha anche parlato dello sviluppo di OncoMPI, uno score prognostico multidimensionale validato da Brunello et al e in grado di predire la mortalità di una casistica di pazienti oncologici di età superiore a 70 anni. Loic Mourey ha discusso la precision medicine come direzione unica verso la quale l’oncologia medica si sta sempre di più muovendo, menzionando studi di immunoterapia (KEYNOTE-052) e di terapie a bersaglio molecolare (PALOMA2) in grado di cambiare il panorama delle scelte terapeutiche per numerose patologie oncologiche. La discussione si è quindi incentrata sullo studio ESOGIA-GFPC-GECP 08-02 pubblicato da Corre et al che, benché negativo, ha dimostrato la fattibilità di un approccio corretto alla ricerca in oncologia geriatrica. Successivamente, la sessione dedicata ai membri Young SIOG ha visto Tanya Wildes e Pierre Soubeyran ispirare i giovani partecipanti ai lavori nella discussione rispettivamente delle difficoltà correlate al disegno di trial clinici in oncologia geriatrica e di vari suggerimenti per diventare un ricercatore di successo nel campo. Degno di nota è stato anche l’intervento di Paolo Bossi, che ha parlato dell’utilità e dell’affidabilità dei patient-reported outcomes nella ricerca in oncologia geriatrica.

Venerdì 18 novembre la sessione plenaria si è aperta con un’interessante panoramica riguardante lo stato dell’oncologia geriatrica in diversi Paesi e continenti. Arti Hurria ha esposto i diversi modelli di cura sviluppati in diversi centri degli Stati Uniti, mentre Pierre Soubeyran si è focalizzato sulla realtà europea e soprattutto su francese, che continua a giovare del supporto dello Stato. Kazuo Tamura e Janice Tsang hanno fornito un’interessante prospettiva sulle difficoltà e opportunità offerte dalle realtà giapponese e cinese, mentre Joseph Kattan e Ludmila Koch hanno descritto lo sviluppo dell’oncologi geriatrica nel Medio Oriente e in America Latina. Successivamente, Martine Extermann ha discusso la revisione sistematica della letteratura sulla leucemia mieloide acuta a cui sta lavorando e che ha dimostrato la sconcertante scarsità di studi focalizzati sul paziente anziano a dispetto dei dati epidemiologici. La tavola rotonda SIOG/EUSOMA è stata di particolare rilievo: Roberto Orecchia ha presentato la possibilità di evitare la radioterapia adiuvante per le pazienti anziane operate di neoplasia mammaria, mentre Laura Biganzoli ed Etienne Brain hanno discusso il ruolo adiuvante della chemioterapia e della terapia anti-HER2 in questa specifica popolazione. Nella sessione successiva, Heather Payne ha parlato del ruolo della VGM nella scelta del trattamento più appropriato per il cancro della prostata, mentre Paolo Ghia l’ha inserita nel contesto della decisione terapeutica per la leucemia mieloide cronica.

I lavori della Conferenza Annuale della Società Internazionale di Oncologia Geriatrica (SIOG) svoltasi a Milano nel mese di novembre 2016 hanno visto avvicendarsi numerose interessanti relazioni nel campo delle specialità coinvolte nella gestione del paziente oncologico anziano, in pieno spirito con iltitolo della conferenza: “Oncologia Geriatrica: un approccio multidisciplinare nell’ambiente globale.”

Giovedì 17 novembre Ponnandai Somasundar è intervenuto sugli aggiornamenti in chirurgia, partendo dalla recente pubblicazione di una survey promossoa dalla task force chirurgica della SIOG inerente l’atteggiamento dei chirurghi nei confronti della valutazione e della gestione del paziente oncologico anziano. Tale survey ha messo in luce che solo il 6.4% dei chirurghi utilizzano la valutazione geriatrica multidimensionale (VGM) nella pratica quotidiana, mentre il 71% è familiare con il concetto di pre-habilitation. Il Dott. Somasundar ha quindi parlato della chirurgia mini-invasiva come approccio ottimale al paziente anziano in grado di migliorarne gli outcome e ridurne le complicanze. Stefania Maggi ha quindi parlato del concetto di fragilità come stato reversibile e ha evidenziato il ruolo della VGM nella sua identificazione. Stefania Maggi ha anche parlato dello sviluppo di OncoMPI, uno score prognostico multidimensionale validato da Brunello et al e in grado di predire la mortalità di una casistica di pazienti oncologici di età superiore a 70 anni. Loic Mourey ha discusso la precision medicine come direzione unica verso la quale l’oncologia medica si sta sempre di più muovendo, menzionando studi di immunoterapia (KEYNOTE-052) e di terapie a bersaglio molecolare (PALOMA2) in grado di cambiare il panorama delle scelte terapeutiche per numerose patologie oncologiche. La discussione si è quindi incentrata sullo studio ESOGIA-GFPC-GECP 08-02 pubblicato da Corre et al che, benché negativo, ha dimostrato la fattibilità di un approccio corretto alla ricerca in oncologia geriatrica. Successivamente, la sessione dedicata ai membri Young SIOG ha visto Tanya Wildes e Pierre Soubeyran ispirare i giovani partecipanti ai lavori nella discussione rispettivamente delle difficoltà correlate al disegno di trial clinici in oncologia geriatrica e di vari suggerimenti per diventare un ricercatore di successo nel campo. Degno di nota è stato anche l’intervento di Paolo Bossi, che ha parlato dell’utilità e dell’affidabilità dei patient-reported outcomes nella ricerca in oncologia geriatrica.

Venerdì 18 novembre la sessione plenaria si è aperta con un’interessante panoramica riguardante lo stato dell’oncologia geriatrica in diversi Paesi e continenti. Arti Hurria ha esposto i diversi modelli di cura sviluppati in diversi centri degli Stati Uniti, mentre Pierre Soubeyran si è focalizzato sulla realtà europea e soprattutto su francese, che continua a giovare del supporto dello Stato. Kazuo Tamura e Janice Tsang hanno fornito un’interessante prospettiva sulle difficoltà e opportunità offerte dalle realtà giapponese e cinese, mentre Joseph Kattan e Ludmila Koch hanno descritto lo sviluppo dell’oncologi geriatrica nel Medio Oriente e in America Latina. Successivamente, Martine Extermann ha discusso la revisione sistematica della letteratura sulla leucemia mieloide acuta a cui sta lavorando e che ha dimostrato la sconcertante scarsità di studi focalizzati sul paziente anziano a dispetto dei dati epidemiologici. La tavola rotonda SIOG/EUSOMA è stata di particolare rilievo: Roberto Orecchia ha presentato la possibilità di evitare la radioterapia adiuvante per le pazienti anziane operate di neoplasia mammaria, mentre Laura Biganzoli ed Etienne Brain hanno discusso il ruolo adiuvante della chemioterapia e della terapia anti-HER2 in questa specifica popolazione. Nella sessione successiva, Heather Payne ha parlato del ruolo della VGM nella scelta del trattamento più appropriato per il cancro della prostata, mentre Paolo Ghia l’ha inserita nel contesto della decisione terapeutica per la leucemia mieloide cronica.

Sabato 19 novembre è stata la volta dell’immunoterapia, brillantemente presentata in relazione ai concetti di oncogeriatria da parte di Cristophe Massard. Tamas Fulop ha discusso il legame intrinseco tra immunosenescenza, infiammazione e invecchiamento, definendo un nuovo dinamico paradigma che potrebbe facilmente portare a ottimizzare i trattamenti immunoterapici in questa popolazione. Marije Hamaker ha quindi sfatato diversi miti relativi alla VGM, primo fra tutti quello che la vede come eccessivamente time-consuming, e ha definito iltempo impiegato a effettuarla come il migliore che si possa spendere per ottimizzare la gestione del paziente oncologico anziano. Dopodiché è stata la volta di Cesare Gridelli, che ha presentato gli ultimi studi pubblicati nel 2016 riguardanti l’immunoterapia del cancro polmonare dal punto di vista dell’oncologia geriatrica, e di Michele Maio, che ha discusso il trattamento del melanoma con un’ottica squisitamente oncogeriatrica. Infine, sono stati presentati i lavori relativi allo sviluppo di alcune linee guida SIOG riguardanti la gestione del cancro della prostata, del cancro della vescica, del carcinoma renale e delle terapie anti-HER2 per il cancro mammario.